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Depuratore per autolavaggio 80 auto/gg scarico in corso idrico

ProdottoDepuratore per autolavaggio 80 auto/gg scarico in corso idrico
ModelloDEPAUTO80
Misuracorso idrico
DescrizioneImpianto per depurazione acque autolavaggi per 80 auto giorno. Nell'impianto di depurazione per autolavaggi vi è una prima fase dove sono separati tramite processo di dissabbiatura le parti più pesanti. In una successiva fase vengono eliminati gli oli ed idrocarburi in sospensione. Infine tramite un filtro percolatore aerobico aerato con ricircolo fanghi vi è l'abbattimento dei BOD5. Il recapito in questo caso è il corso idrico
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Di Camillo Serbatoi srl - Zona Industriale snc - Basciano (TE) - Tel. 0861/650109 Fax 0861/650640 - www.di-camillo.com

SCHEDA TECNICA IMPIANTO DI DEPURAZIONE

A SERVIZIO DI AUTOLAVAGGIO

(scarico in corso idrico superficiale)








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PREMESSA E VOCE DI CAPITOLATO

Voce di capitolato

Impianto di depurazione a servizio di autolavaggio, prodotto in azienda certificata ISO9001/2008,

rispondente al Dlgs n. 152 del 2006 e dimensionato per n. …….. auto lavate al giorno par ad una portata a

trattamento di ………… lt/giorno, con scarico finale del refluo trattato in corso idrico superficiale. L’impianto,

per installazione interrata, è costituito da:

- Separatore di sabbie ed altri sedimenti pesanti e di materiali leggeri, in monoblocco corrugato di

polietilene (PE), rispondente alla norma UNI EN 1825-1, dotato di tronchetto in PVC con guarnizione

a tenuta in entrata con curva 90° per il rallentamento e la distribuzione del flusso e, in uscita, di

tronchetto in PVC con guarnizione a tenuta, con deflettore a T e tubazione sommersa; dotato anche

di sfiato per il biogas in PP e di chiusini per le ispezioni e gli interventi di manutenzione e spurgo;

- Separatore degli oli ed idrocarburi in sospensione, in monoblocco corrugato di polietilene (PE),

dimensionato secondo la norma UNI-EN 858-1, dotato di tronchetto in PVC con guarnizione a tenuta

in entrata con curva 90° per il rallentamento e la distribuzione del flusso e, in uscita, di un percorso

idraulico con presenza di filtro a coalescenza in spugna poliuretanica alloggiato all’interno di un

cestello in acciaio inox estraibile; dotato anche di sfiato per il biogas in PP e di chiusini per le

ispezioni e gli interventi di manutenzione e spurgo;

Il trattamento delle acque di autolavaggio viene realizzato attraverso l’utilizzo di una serie di contenitori disposti in serie. In una

prima fase si ha la selezione del refluo in materali più o meno pesanti. Questo vuol dire che nel dissabbiatore si depositano sul

fondo pietre, fango e pietrisco. Si hanno nel refluo una serie di inquinanti che sono gli oli ed idrocarburi e i tensioattivi che sono

presenti causa l’utilizzo di sgrassanti industriali utilizzati per il lavaggio dei mezzi. Nel fondo quindi del dissabbiatore si

depositano i solidi più pesanti. In una seconda fase gli oli e gli idrocarburi presenti nelle acque di dilavamento si separano

grazie all’intervento del disoleatore a coalescenza.

La seconda fase di trattamento consiste nel trattamento di disoleazione. Grazie alla presenza del filtro a coalescenza gli oli ed

idrocarburi residui si aggregano sul filtro stesso separandosi così dal refluo. Nel disoleatore inoltre si ha la scissione degli oli

dai tensioattivi che verranno successivamente trattati nel filtro percolatore.

Quest’ultimo trattamento è realizzato grazie al filtro percolatore. Siccome il recapito in questo caso avviene in acque superficili,

avremo oltre al filtro percolatore aerato, anche un filtro percolatore anaerobico per massimizzare l’efficienza depurativa.

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- Filtro percolatore anaerobico, in monoblocco corrugato di polietilene dotato di filtro costituito da corpi

di riempimento in PP isotattico nero ad alta superficie specifica; presenza, in entrata, di tronchetto

forato in PVC con guarnizione a tenuta per l’immissione del refluo dall’alto e, in uscita, di tronchetto

in PVC con guarnizione a tenuta e tubazione sommersa per la captazione del refluo depurato dal

fondo della vasca; dotato anche di sfiato per il biogas in PP e di chiusini per le ispezioni e gli

interventi di manutenzione e spurgo;

- Filtro percolatore aerato, in monoblocco corrugato di polietilene (PE), dotato di tronchetto in PVC con

guarnizione a tenuta in entrata con curva 90° per il rallentamento e la distribuzione del flusso e, in

uscita, di tronchetto in PVC con guarnizione a tenuta, con deflettore a T; presenza all’interno di corpi

di riempimento in PP e di piatto diffusore di micro bolle collegato a soffiante-compressore a

membrana esterna; presenza di sistema di ricircolo dei fanghi del tipo air lift pr la re immissione dei

fanghi prodotti nel filtro percolatore anaerobico installato a monte; dotato anche di sfiato per il biogas

in PP e di chiusini per le ispezioni e gli interventi di manutenzione e spurgo;

Prolunghe installabili sulle ispezioni di tutti i manufatti, opzionali.







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SCHEMA DI IMPIANTO E DATI TECNICI


























ARTICOLO

Dimensionamento

Composizione impianto

Dissabbiatore

Deoliatore

Percolatore anaerobico

Percolatore aerato

con ricircolo fanghi

Auto/g

(n°)

Carico idraulico

(lt/giorno)

Q max

(lt/h)

Modello

Ø

(mm)

H

(mm)

V tot

(lt)

Modello

Ø

(mm)

H

(mm)

Modello

Ø

(mm)

H

(mm)

V tot

(lt)

Modello

Ø

(mm)

H

(mm)

V tot

(lt)

DEPAUTO10

0-10

2000

400

NDD1500 1150 1720 1193

NDOFC1000

1,5 l/s

1150 1220 NAN1000R 1150 1220

850

NANAR1000 1150 1220

850

DEPAUTO20

11-20

4000

400

NDD2600 1710 1350 1971

NDOFC1000

1,5 l/s

1150 1220 NAN1500R 1150 1720 1268 NANAR1500 1150 1720 1268

DEPAUTO30

21-30

6000

600

NDD2600 1710 1350 1971

NDOFC1500

2 l/s

1150 1720 NAN1500R 1150 1720 1268 NANAR2600 1710 1350 1971

DEPAUTO40

31-40

8000

800

NDD3200 1710 1625 2435

NDOFC1000

3 l/s

1150 1220 NAN2600R 1710 1350 1971 NANAR2600 1710 1350 1971

DEPAUTO50

41-50

10000

1200

NDD3800 1710 1855 3026

NDOFC1500

4 l/s

1150 1720 NAN3200R 1710 1625 2435 NANAR3200 1710 1625 2435

DEPAUTO60

51-60

12000

1800

NDD4600 1710 2125 3510

NDOFC2600

7,5 l/s

1710 1350 NAN3200R 1710 1625 2435 NANAR3200 1710 1625 2435

DEPAUTO80

61-80

16000

2200

NDD6400 1950 2530 5100

NDOFC2600

7,5 l/s

1710 1350 NAN3800R 1710 1855 3104 NANAR3800 1710 1855 3104

DEPAUTO100 81-100

20000

3000

NDD7000 2250 2367 6711

NDOFC2600

7,5 l/s

1710 1350 NAN4600R 1710 2125 3510 NANAR4600 1710 2125 3510


Griglia di raccolta

Filtro percolatore

aerato

Deoliatore con filtro

a coalescenza

Dissabbiatore

Filtro percolatore

anaerobico

Condotta ricircolo

fanghi

N°2 soffianti

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INSTALLAZIONE

Dissabbiatore

Il dissabbiatore è una vasca di calma in cui avviene la separazione dal refluo delle sostanze e

particelle in sospensione che hanno una densità più elevata (sabbie, ghiaia, limo, pezzetti di metallo e di

vetro,…) e più bassa (oli, grassi, schiume,…) di quella dell’acqua.

La vasca, in monoblocco rotostampato di polietilene lineare ad alta densità (LLDPE), ha una pianta

circolare e all’interno sono disposte due condotte semisommerse di ingresso ed uscita poste a quote

diverse. In questo modo il volume utile si suddivide in tre comparti: una zona di ingresso in cui viene

smorzata la turbolenza del flusso entrante, una zona in cui si realizza la separazione e l’accumulo dei solidi

ed una terza zona di deflusso del refluo trattato.

Il rendimento di rimozione dei materiali in sospensione è tanto più alto quanto maggiore è il tempo di

residenza del refluo nel dissabbiatore; questo deve risultare comunque maggiore di 3 minuti relativamente

alla portata di punta. I dissabbiatori sono dimensionati in base alla norma UNI-EN 1825-1 e garantiscono un

tempo di detenzione del refluo di almeno 4 minuti per la portata di punta (Q

MAX

).

Il dissabbiatore è essenziale a monte del deoliatore in quanto i solidi in sospensione, se non rimossi,

andrebbero ad intasare le maglie del filtro a coalescenza pregiudicandone il funzionamento.

























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Deoliatore con filtro a coalescenza

Il deoliatore con filtro a coalescenza permette di ottenere elevati rendimenti di rimozione delle

sostanze leggere presenti in sospensione all’interno del refluo.

Il sistema sfrutta un supporto di spugna di poliuretano reticolato basato su un poliolo polietere a

struttura cellulare aperta; questo materiale si ottiene mediante un processo di reticolazione termico che è in

grado di fondere tutte le membrane nel reticolo cellulare ed è atossico. Su questo supporto si aggregano le

particelle di oli e di idrocarburi, fino a raggiungere dimensioni tali da poter abbandonare il refluo per gravità

(effetto coalescente). In questo modo il refluo trattato è caratterizzato da concentrazioni di oli minerali ed

idrocarburi tali che può essere scaricato in un corpo idrico superficiale (Allegato 5 - Tabella 3 del D. Lgs.

n°152/2006).

Il deoliatore con filtro a coalescenza NDOFC1000 da 1,5 l/s è definito di classe I secondo la norma

UNI-EN 858-1 e 2.


















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Filtro percolatore anaerobico

Il filtro percolatore anaerobico è un reattore biologico all'interno del quale i microrganismi anaerobi,

che svolgono la depurazione del refluo, si sviluppano sulla superficie di appositi corpi di riempimento disposti

alla rinfusa. La distribuzione uniforme del liquame attraverso il filtro garantisce il massimo contatto tra il

materiale organico da degradare e le pellicole biologiche che ricoprono le sfere di riempimento. I corpi che

costituiscono il volume filtrante sono realizzati in polipropilene, pensati per garantire un’elevata superficie

disponibile all'attecchimento dei microrganismi batterici; in particolare le sfere utilizzate offrono una

superficie per unità di volume filtrante di 140 m

2

/m

3

, molto superiore ai tradizionali riempimenti lapidei, con

un volume di vuoti superiore al 90%, con questa soluzione vengono minimizzati i rischi di intasamento del

letto filtrante. I filtri percolatori consentono di raggiungere buoni rendimenti di depurazione senza spese

energetiche, con spese minime di gestione limitate alla periodica pulizia dell'impianto.

Sul coperchio del filtro percolatore è presente una predisposizione per collegare il tubo del ricircolo

fanghi AIR-LIFT del filtro percolatore aerato.



Corpi di riempimento WIND-ECO

Materiale:

polipropilene isotattico nero

Forma:

circolare

Superficie specifica:

120 m

2

/m

3

Indice di vuoto:

95 %

Peso a secco:

47 kg/m

3

Peso in esercizio:

350 kg/m

3























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Filtro percolatore aerato

Il filtro percolatore aerato è adatto a trattare le acque reflue inquinate prevalentemente da composti

organici, azoto e detersivi (tensioattivi e fosfati), mediante digestione aerobica a biomassa adesa e ricircolo

di parte dei fanghi di supero in un precedente comparto anaerobico (v. filtro percolatore anaerobico). Ideale

per la depurazione di acque reflue caratterizzate da elevate concentrazioni di detersivi come ad esempio gli

scarichi di autolavaggi.

Sui corpi di riempimento, sottoposti ad intensa aerazione continua, si sviluppano popolazioni

batteriche che, utilizzando ossigeno, degradano la sostanza organica e ossidano l’azoto ammoniacale a

nitrati e nitriti. Altri batteri detti PAO (Phosporus Accumulatine Organism) assimilano fosforo in quantità

largamente superiori a quelle necessarie al proprio metabolismo. Grazie al ricircolo dei fanghi di supero si ha

l’allontanamento dei PAO e pertanto del fosforo bloccato da questi batteri.

Il percolatore aerato, posizionato a valle di una fase anaerobica (percolatore anaerobico) nella quale

avviene il ricircolo dei fanghi di supero, permette di raggiungere rendimenti di rimozione del fosforo attorno al

50-60% con concentrazioni in uscita di 2-3 mg/l.

Il filtro percolatore aerato è dimensionato considerando dei tempi di ritenzione idraulica compresi tra

le 4 e le 13 ore e una portata di ricircolo pari al 100-400%.
















SOFFIANTE PER RICIRCOLO

AIR-LIFT (HP40)

CONDOTTA

RICIRCOLO AIR-LIFT

PIASTRA DIFFUSORE

FILTRO

SOFFIANTE PER

OSSIGENAZIONE FILTRO

(HP40)

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ESEMPIO DI LOCALE TECNICO



Compressori d’aria a membrana (soffianti)

I compressori d’aria a membrana sono utilizzati nei filtri percolatori aerati per creare un sistema di

aerazione necessario ai processi digestivi dei batteri di tipo aerobico, sfruttando il principio della vibrazione

elettromagnetica di un’asta di azionamento supportata da membrane in gomma sintetica. Sono utilizzate

anche nel sistema di ricircolo air-lift. Questo sistema riduce al minimo i consumi energetici potendo fornire

portate d’aria costanti senza variazioni della pressione di esercizio. Molta importanza ha la bassa rumorosità

del circuito pneumatico e della sezione vibrante. La temperatura di esercizio deve essere compresa tra – 20

°C e + 40 °C con una umidità relativamente bassa.

La soffiante non presenta parti a contatto in movimento quindi non richiede interventi di lubrificazione. A

parte la facile sostituzione di alcuni componenti (membrana) e la pulizia trimestrale del filtro di aspirazione

aria, il funzionamento è a lungo termine ed esente da altra manutenzione. E’ sempre bene sistemarla in un

locale tecnico coperto, predisposto da personale qualificato, avente le seguenti caratteristiche:

deve essere posizionato fuori terra, ad una distanza

massima di 10 m. dall’impianto di depurazione;

base di appoggio solida, piana e posizionata ad un livello

superiore dalla vasca, per evitare il ritorno dei fanghi in caso

di interruzione dell’erogazione dell’aria;

adeguato ricambio d’aria per evitare il surriscaldamento della

soffiante;

ambiente privo di gas corrosivi e non esposto a vibrazioni;

quadro elettrico o prese di corrente (220V; 50Hz) in numero

adeguato, compresa una presa di servizio e sezionatore

manuale (a fusibili o magnetotermico), il tutto predisposto da

personale tecnico specializzato;

cavidotti di protezione del tubo aria, da locale tecnico a bordo vasca (diametro minimo 80mm) e del

tubo elettrico, da locale tecnico a bordo vasca (diametro minimo 63mm).

Modalità di installazione:

-

collegare un’estremità del tubo di adduzione aria a corredo, all’uscita della soffiante usando le fascette;

-

collegare l’altra estremità del tubo all’innesto rapido predisposto sulla vasca.

Precauzioni d’impiego:

eseguire tutte le operazioni di pulizia e/o sostituzione unicamente in assenza di corrente elettrica;

prima di compiere qualsiasi operazione di pulizia e/o sostituzione, assicurarsi che il corpo del

compressore si sia raffreddato per evitare eventuali rischi di bruciature;

è buona norma utilizzare, per eventuali riparazioni, solo materiali originali per garantire la sicurezza

dell’apparecchiatura;

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le operazioni di manutenzione che richiedono la presenza di energia elettrica (ricerca di guasti nella

soffiante) devono essere eseguite da personale qualificato;

non collegare il compressore a fonti di energia diverse da quelle indicate. In caso di dubbio sugli

allacciamenti NON collegare l’apparecchiatura.

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MANUTENZIONE DELL’IMPIANTO

Gli agenti inquinanti separati dalle acque di scarico dell’autolavaggio all’interno dell’impianto sono

principalmente agenti non biodegradabili (sabbie, limo, pietrisco, idrocarburi, oli, ecc). Questi tendono

pertanto ad accumularsi all’interno delle diverse vasche. Nel tempo, questi accumuli divengono eccessivi e

tendono a pregiudicare l’efficienza di depurazione dell’impianto (intasamento delle condotte, rilascio degli

inquinanti stessi, ecc.). Pertanto è necessario svolgere delle operazioni periodiche di ispezione delle vasche

e, qualora si renda necessario, provvedere allo spurgo e alla pulizia delle stesse.

Operazioni di ispezione:

-

valutare, anche mediante l’ausilio di aste, la quantità di materiale depositato sul fondo del

dissabbiatore e di entrambi i filtri percolatori (anaerobico ed aerato);

-

valutare la quantità di materiale galleggiante e sedimentato accumulato all’interno del deoliatore,

nonché lo stato del filtro a coalescenza estraendolo parzialmente;

-

controllare anche il corretto funzionamento delle soffianti che devono essere sempre in funzione.

In ogni caso le operazioni di ispezione, saranno più frequenti nei primi mesi di servizio dell’impianto (cadenza

mensile/bimestrale), con lo scopo di individuare approssimativamente quale sarà la frequenza con la quale

compiere gli spurghi.

Quando, a seguito di un’ispezione, viene constatato che la quantità di materiale accumulato è eccessiva,

tanto che è pregiudicata l’efficienza stessa di depurazione, è necessario procedere con le opportune

operazioni di spurgo durante le quali occorre:

-

estrarre completamente tutto il materiale accumulato nelle vasche;

-

procedere ad un energico lavaggio di tutte le vasche e delle condotte di collegamento utilizzando

strumenti per l’eliminazione di eventuali croste e residui;

-

con cadenza mensile/bimestrale procedere all’estrazione del filtro a coalescenza e lavarlo

energicamente con un getto d’acqua in testa all’impianto. Una volta lavato riposizionarlo nell’apposito

comparto.

-

prevedere anche un vigoroso lavaggio del letto filtrante presente nei filtri percolatori;

-

dopo il lavaggio riempire completamente con acqua pulita tutte le vasche.

Si ricorda che gli spurghi devono essere effettuati da aziende competenti ed autorizzate in quanto tali

reflui sono considerati rifiuti speciali e devono essere smaltiti come tali.

immagine: 
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Sviluppato e da Di Camillo Serbatoi Srl